Stefano Fiorita

Stefano Fiorita è un artista del territorio bolognese. Attualmente lavora su progetti concettuali e installativi incentrati sui temi del tempo, del vuoto, della volontà, della sofferenza umana e del paradosso.

La sua attuale visione artistica ha intrapreso una brusca rottura con l'arte convenzionale, evolvendosi vertiginosamente. La direzione della sua ricerca artistica si inoltra nei territori del «vuoto prolifico» e dell'«assenza perpetua», agendo sugli assiomi di Luogo e Tempo, tentando di ridefinirli.

L'obiettivo è quello di spingersi verso la concretizzazione di un'impresa estrema, dare corpo e plausibilità ad un cortocircuito temporale, mediante la realizzazione sistemica di molteplici paradossi.

In sostanza, il suo gesto artistico converge verso l'infinitesima possibilità di realizzare un evento tendenzialmente estremo, ma infinitamente significativo.


Il primo gesto, atto a rendere tangibile uno dei suoi primi paradossi, è denominato La Chiamata dei 21: in questo caso, in cui sono coinvolte «le ventuno più sensibili menti», svelerà il suo dispositivo concettuale complesso, denominato L'attesa del Mai.

Quest'opera tende inoltre, in alcuni suoi elementi, a stimolare un'analisi sul proprio vissuto, portando a riflettere sulla relazione causa-effetto determinata dalle proprie decisioni passate e quelle ancora in divenire.

L'embrione de L'attesa del Mai si è configurato attraverso una locandina che promuoveva una mostra senza luogo né data, esposta in vari contesti. Intorno al vuoto prolifico originato da quest'opera, si è successivamente generato un dispositivo di sistemi ed elementi complessi — «strutture solide sorrette da paradossi» —, separati ma interdipendenti, in cui la volontà umana è un determinante fondamentale.

Alcuni elementi dell'opera sono realizzati per far interagire e per essere modulati dal fattore umano; taluni saranno destinati a rimanere segreti, custodendo idealmente illimitate (o quasi) combinazioni di pensiero; altri saranno destinati al pubblico dominio.

Il concetto diviene così non più materia inerme, ma entità, collocandosi in una zona di confine tra arte, riflessione filosofica e pensiero scientifico.


I dettagli de La Chiamata dei 21 rimangono ignoti, preservando la natura riservata dell'evento: così che l'artista rifiuta che venga pubblicizzato.